Tre generazioni di
rappresentanti delle istituzioni uniti dal medesimo impegno per
la pace e dalla fiducia nel futuro dell’Europa.
È stato questo il filo conduttore della cerimonia al Santuario
del Monte Santo (Sveta Gora), dove oggi i Presidenti della
Repubblica di Italia Giorgio Napolitano e di Slovenia Borut
Pahor, presente la presidente della Regione Debora Serrachiani,
hanno inaugurato una “panchina della pace” nel centenario della
Grande Guerra.
È stato il Presidente sloveno Pahor, nel suo intervento, a notare
che tra lui e Napolitano, pur essendoci due generazioni di
differenza, c’è profonda sintonia sui temi della pace e
dell’Europa. Ed è stato poi Napolitano, rivolgendosi
espressamente alla presidente Serracchiani, a includere anche una
terza generazione che condivide profondamente gli stessi valori.
“Tre generazioni – ha detto la presidente Serracchiani a margine
della cerimonia – che non solo condividono lo stesso sforzo per
la pace ma che sono convinte dell’importanza dell’Europa e
dell’impossibilità di tornare indietro, anzi”.
“Serve però – ha aggiunto la presidente – un’Europa più politica
e più forte. Un’Europa che, come ha detto oggi il Presidente
Napolitano, sappia cambiare marcia e invertire la rotta e che
quindi guardi con più attenzione, come ha recentemente
sottolineato il nostro Governo, alla solidarietà e alla crescita”.
Da secoli luogo di culto mariano, punto di riferimento per i
fedeli di tutto il Goriziano, sia italiano che sloveno, il Monte
Santo ha segnato anche uno dei momenti più tragici della Grande
Guerra: fu teatro infatti, dopo la presa di Gorizia, di scontri
fra i più aspri di tutto il conflitto. Ed è proprio qui, sulla
cima del Monte dalla quale si gode di un panorama straordinario
dalle Alpi al mare, che i due Presidenti hanno inaugurato la
“panchina della pace” dedicata a tutti i Caduti.