
Io ho un’amica, la chiameremo Assunta. La conosco da tempo per cui so con esattezza l’onestà dei suoi intenti. La conobbi molti anni fa, mentre eravamo ancora due adolescenti inesperte in fatto di relazioni sentimentali (effettivamente forse lo siamo ancora). Abbiamo sempre vissuto molto lontane ma grazie a telefono, internet ecc. siamo riuscite a rimanere in contatto e ad esser sempre presenti, seppur a distanza, nei momenti felici e tristi dell’una o dell’altra. I momenti clou di molte adolescenti riguardano spesso la vita sentimentale. Infatti è appunto lei che, più di ogni altra, mi ha sempre incuriosita per le sue sfortunate storie. Mi sono sempre chiesta: perché? Oggettivamente, è una bella ragazza, intelligente e simpatica. Ha poche pretese (credo), semplicemente un ragazzo che le voglia davvero bene e che possegga le qualità adatte per farsi amare (che, con mio grande stupore, sono qualità che molti uomini ignorano, preferendo un muscolo ben definito a una cellulina grigia e a un buon cuore). Immancabilmente però incontra ragazzi che dal mio punto di vista sono dei perfetti imbecilli e che nel corso degli anni ho imparato a etichettare. Tuttavia tutti questi individui avevano un tratto in comune: la costante voglia di farsi accudire e ammirare. Il fisico e gli altri aspetti del carattere variavano ma immancabilmente questo tratto usciva prepotente in tutti i soggetti. La mia amica, essendo come ho già detto una bella ragazza, ha avuto diversi corteggiatori, tuttavia ha sempre e solo preso a cuore i soggetti in qualche modo “mammoni”. Figli unici iperprotetti e iperviziati, ignorati dalle madri che adesso si aspettavano da lei quell’amore e quell’affetto incondizionato senza però dare nulla in cambio, saputelli che volevano essere sempre guardati con occhi adoranti. Molti sostengono che le relazioni affettive di una donna siano sempre collegate alla figura paterna che ha avuto durante l’infanzia. Eppure anche sotto questo punto di vista mi sono trovata contrariata. Conoscendo sia lei che la sua famiglia anche qua mi sono trovata in un impasse. Padre sempre presente, forse un po’ taciturno, ma con occhi solo per le figlie. Probabilmente ci sarà qualche tratto che io non ho colto o che non ritengo rilevante, ma non essendo una psicologa abilitata preferisco non avventurarmi su questo terreno. Un’altra cosa che ho sempre notato è che, come un perfetto cliché è sempre stata maggiormente attratta da chi l’ha sempre trattata peggio. Il ragazzo traditore, quello che pretendeva che facesse da domestica in casa però guadagnando anche soldi, quello che la riempiva di frasi d’amore eterno e il giorno dopo spariva con cambi d’umore terribili. Ci sono articoli a non finire sul perché alle donne piacciano “gli stronzi”. Alcuni glieli ho persino mandati nel tentativo di aiutarla. Nonostante ciò continua a ripetersi nel suo errore lasciandomi spiazzata e dubbiosa con un “Perché?” sempre sulle labbra. Immancabilmente le consiglio di stare per un po’ da sola, di seguire le sue passioni o, se proprio vuole una storia, di cercare un ragazzo che per lo meno la tratti con gentilezza. Alla fine però l’unico consiglio che segue è quello che le do alla fine. Fatti una birretta che è meglio.