
“ Il 29 maggio è giorno del silenzio, della memoria, della commozione”. La Juve commemora con queste parole la tragedia dell’Heysel avvenuta 29 anni fa durante la finale di Coppa Campioni tra Juventus e Liverpool. Il club di Torino e tutta Italia non dimenticano insomma questo triste giorno in cui l’unico vero sconfitto è il calcio, lo sport che tutti amano. In questo giorno trovarono la morte 39 persone di cui 32 tifosi italiani, a questi si aggiungono oltre 600 feriti.
I tifosi italiani provenienti da club organizzati andarono ad occupare la tribuna N, situata dalla parte opposte della tribuna occupata dai tifosi inglesi, altri tifosi che invece si erano organizzati autonomamente per il viaggio e per l’acquisto dei biglietti si trovavano nel settore Z. Questo settore era confinante con quello dei tifosi inglesi e a separare i due erano presenti solamente due basse reti metalliche. La tragedia inizia abbondantemente prima della partita, circa un’ora prima del fischio d’inizio i tifosi inglesi più accesi, i famosissimi hooligan, cominciarono a spingersi verso il settore Z sfondando le reti divisorie per occupare il settore degli ospiti. Il tutto si svolse sotto gli occhi delle forze dell’ordine belghe incapaci di intervenire e di ristabilire l’ordine. I tifosi del Liverpool si aspettavano forse una reazione altrettanto violenta da parte dei tifosi juventini, reazione che non sarebbe mai potuta esserci, dato che la tifoseria organizzata bianconera era situata nella curva opposta. I tifosi a quel punto presi dal panico iniziarono ad abbandonare il settore provando a scavalcare le barriere che li dividevano dal campo, ma furono ostacolati ingenuamente dalle forze dell’ordine. A quel punto furono costretti ad arretrare, ammassandosi contro il muro opposto al settore della curva occupato dai sostenitori del Liverpool. Nella grande confusione che venne a crearsi, alcuni si lanciarono nel vuoto per evitare di rimanere schiacciati, altri cercarono di scavalcare gli ostacoli ed entrare nel settore adiacente, altri si ferirono contro le recinzioni. Il muro ad un certo punto crollò per il peso eccessivo, moltissime persone rimasero schiacciate, calpestate dalla folla e uccise nella corsa verso una via d’uscita. Tutto ciò stava succedendo all’insaputa quasi degli altri spettatori che in un primo momento non si resero conto di nulla. Un battaglione mobile della polizia belga, di stanza a un chilometro dallo stadio, giunse finalmente dopo più di mezz’ora per ristabilire l’ordine, trovando il campo e gli spalti nel caos più totale, invasi da frange inferocite di tifoseria bianconera.
Ristabilita la calma si decise che la partita andava giocata ugualmente per evitare ulteriori tensioni, molte reti nazionali interruppero la cronaca rifiutandosi di commentare la partita dopo ciò che era successo, Bruno Pizzul disse che avrebbe commentato il match “nel modo più asettico possibile”. La partita fu vinta dalla Juve, ma una volta appreso ciò che era successo ogni genere di festeggiamento venne meno. In questa data come sottolineò l’allora portiere del Liverpool Bruce Grobbelar “abbiamo perso tutti”. Nessuna frase fu più adatta per descrivere uno degli eventi più tragici della storia del calcio.